Cos’è il counseling

L’ascolto empatico di una persona bisognosa – ma chi non ha bisogno di essere ascoltato? – rappresenta una “grande carezza”, un gesto terapeutico in senso lato, in grado di lenire molte ferite e di ridonare senso all’esistere.

Infatti spesso si devono affrontare situazioni esistenziali, lavorative, familiari e relazionali molto faticose, verso le quali ci si sente inermi, stanchi e scoraggiati.

È il momento di chiedere sostegno a chi sa ascoltare senza giudicare, sa ordinare il presente e sa aiutare a trovare soluzioni per il futuro.

L'ascolto empatico è terapeutico


L’ascolto empatico è sempre terapeutico

Ascoltare è sempre terapeutico, mentre parlare può anche essere psico-distruttivo: questo concetto può essere ben esemplificato dal famoso detto “ne uccide più la lingua che la spada”.

Ma come realizzare un “ascolto attivo” diverso da un “sentire passivo” e da un “parlare invasivo”? Un ascolto che sappia farsi prossimo senza opprimere, che sappia stimolare senza imporsi, che sappia guarire senza voler essere guaritore a tutti i costi?

A tutte queste domande cerca di rispondere il “counseling”, una relazione d’aiuto professionale basata sull’ascolto empatico e non giudicante, che presuppone considerazione positiva nei confronti della persona che si sta seguendo e che ha lo scopo di accompagnare alla scoperta e attivazione delle risorse personali rispetto al problema portato.

L’ascolto empatico è sempre terapeutico.

L'ascolto empatico è terapeutico


Differenze tra counselor e psicoterapeuta

Nel counseling ci si occupa di “supportare” il proprio cliente valorizzando le risorse e le capacità che già possiede e lo aiuta a conseguire gli obiettivi e il benessere desiderati. Il counseling si concentra sul “qui e ora” e non lavora su aspetti del passato.

Il counselor dice: ce la puoi fare, ti aiuto da ora!

Nella psicoterapia ci si occupa di “curare” un paziente che sostiene di non farcela, lo aiuta a superare il problema e a riconfigurare la personalità. La psicoterapia può lavorare sul passato e consente una ristrutturazione della personalità.

Lo psicoterapeuta dice: se non riesci a farcela scopriamo il perché!

Nel counseling non c’è alcuna confusione con la psicoterapia, sono approcci differenti, come viene spiegato in questo articolo.


L’arte del counseling

Il counseling è un tipo di intervento di aiuto che, attraverso la costruzione di una relazione con il cliente caratterizzata da ascolto, fiducia e comprensione empatica, incoraggia la persona a riflettere in modo nuovo sulle proprie difficoltà, ad esprimere autenticamente il proprio punto di vista, ad immaginare e sviluppare soluzioni efficaci ai problemi esistenti.

Rollo Reece May (1919-1994), psicologo ed insegnante americano, nel suo libro “L’arte del counselingdefinisce per la prima volta l’attività del counseling  e sostiene che:

«il counseling si adatta a tutte quelle persone che pur non desiderando diventare psicologi o psicoterapeuti svolgono un lavoro che richiede una buona conoscenza della personalità umana.  […] Ciò che caratterizza la personalità è la libertà, l’individualità, l’integrazione sociale e la tensione religiosa […] questi sono i quattro principi essenziali della personalità umana».[1]

Da questa definizione, integrata con specifiche basi antropologiche, filosofiche e spirituali, nasce il nostro Counseling Essenziale, un approccio che mira alla felicità della persona, conseguente alla scelta di obiettivi di vita non solo utili ma benefici, dove vengono integrati i valori, le credenze e i talenti personali.

Un approccio che consente di ottenere risposte di senso.

Un colloquio gratuito singolo o di coppia

[1] May R. R. (1991), L’arte del counseling. Il consiglio, la guida, la supervisione, Astrolabio, Roma, p. 11.

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