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Come ascoltare attivamente senza essere invadente?

ascoltare attivamente senza essere invadente

Come ascoltare attivamente senza essere invadente?

È una domanda interessante, perché a tutti fa piacere essere ascoltati ma solo pochi lo sanno fare: è più facile parlare che ascoltare.

Questa verità, empiricamente rilevabile da chiunque, nasce dal fatto che l’uomo è per natura un essere relazionale, e che molti pensano che buona parte della comunicazione avvenga parlando.

ascoltare attivamente senza essere invadente

L’ascolto attivo analizza il verbale, il para-verbale e il non verbale

Niente di più sbagliato, infatti è assodato che buona parte della comunicazione più che con le parole (il verbale) avviene attraverso le inflessioni della voce (il para-verbale) e la gestualità del corpo (il non verbale).

Diversi studi, non sempre concordi tra loro, hanno cercato di attribuire un punteggio percentuale a questi tre aspetti: senza entrare nei dettagli si può sintetizzare che verbale, para verbale e non verbale hanno un peso simile.

Se ne deduce che si comunica benissimo anche stando zitti.


Cosa significa ascoltare

“L’orecchio che ascolta e l’occhio che vede, li ha fatti entrambi il Signore”. Proverbi 20,12

ascolto attivo senza invadere

L’ascolto avviene sia a livello cognitivo che emotivo

Ascoltare significa accogliere e rispettare il vissuto di chi dona le proprie storie di vita, partendo dal presupposto che ogni storia è sacra. L’ascolto avviene sia a livello cognitivo che emotivo e riguarda sia i contenuti che le emozioni e i vissuti.

Esistono diverse modalità di ascolto, che prevedono differenti livelli di coinvolgimento.

Agli estremi si colloca l’ascolto passivo, che trasmette distacco e scarsa considerazione verso chi sta parlando, e l’ascolto attivo, che al contrario fa sentire l’altro ascoltato.

Inutile sottolineare che l’ascolto attivo è la modalità da preferire, anche se non è per nulla scontata e semplice da attuare.


Che cos’è l’ascolto attivo

“Ecco, io sto alla porta e busso: se qualcuno ascolta la mia voce e apre la porta, io entrerò da lui e cenerò con lui ed egli con me”. Apocalisse 3,20

Ma allora come ascoltare attivamente senza essere invadente?

L’ascolto attivo è un modo di ascoltare estremamente dinamico, che permette di interagire positivamente durante la conversazione rispettando la narrazione di chi si sta ascoltando.

I cardini dell’ascolto attivo sono l’empatia, la considerazione positiva e il non giudizio.

L’empatia

ascolto attivo senza essere invadenti nel Counseling Essenziale

Significa entrare nei panni dell’altro per capire cosa sta provando stando attenti a non farsi trascinare nella simpatia (simmetria e collusione) che, generando, una forte risonanza emotiva, non consente di essere lucidi durante l’ascolto.

La considerazione positiva

Significa abbandonare i preconcetti ed essere aperti al fatto che la persona che sta di fronte, anche se sofferente, possiede in sé risorse per stare in piedi e andare avanti.

la considerazione positiva durante l'ascolto attivo

Lo psicologo Carl Rogers è stato il primo a parlare di considerazione positiva

La considerazione positiva verso l’altro può essere praticata solo da chi possiede una buona autostima (che consente di avere una equilibrata conoscenza sia delle proprie capacità che dei limiti) unita a una sana umiltà (che consente di deconcentrarsi da sé stessi per concentrarsi sull’altro).

Naturalmente avere considerazione positiva verso l’altro non significa non possedere un corretto esame di realtà: se la persona con la quale si dialoga ha evidenti disabilità intellettive (neurodegenerative o psicopatologiche) occorre riconoscerle ed evitare di farsi illusioni!

Ma anche in questi casi basta saper ascoltare con pazienza qualsiasi cosa venga donata per il tempo a disposizione, perché un buon ascolto è sempre terapeutico.

Il non giudizio

il non giudizio per ascoltare attivamente senza essere invadente

Puntare il dito significa esercitare un giudizio di condanna

È un aspetto fondamentale per poter ascoltare senza intervenire in modo giudicante e correttivo bloccando di fatto l’ascolto.

Sospendere il giudizio su ciò che viene donato durante una conversazione non significa non avere una propria opinione, ma semplicemente non anteporla e veicolarla all’altro durante la conversazione. Per aiutare una persona che si giudica in un vicolo cieco può essere utile allargare la narrazione cercando di portare la persona a riflettere da sola sui propri comportamenti.

Ma come fare ad allargare la narrazione senza intervenire con buoni consigli, pur se richiesti? Come cercare di non fornire soluzioni preconfezionate o proferire frasi di circostanza?

Occorre conoscere le tecniche basilari dell’ascolto attivo e ci sono alcune cose che occorre fare ed altre che non bisogna fare.


L’ascolto attivo è sempre rispettoso

“Sono come un uomo che non ascolta, nella cui bocca non ci sono parole per replicare”. Salmo 38,14

Concludendo si potrebbe affermare che per ascoltare attivamente senza essere invadente occorre esercitare molte virtù, prima fra tutte la compassione, che significa “patire con” l’altro, senza timore di lasciarsi avvolgere dalla sofferenza altrui ma senza lasciarsi coinvolgere oltre misura.

Pur partendo dall’empatia, dalla considerazione positiva e dal non giudizio occorre non fermandosi alle parole che vengono trasmesse ma esercitare una valutazione di congruenza rispetto a ciò che viene trasmesso.

Occorre usare grande equilibrio e rispetto verso chi si ascolta, evitando accuratamente di violare quella zona intima e sacra che segna il confine tra il tenero rispetto e la violenta intrusione nell’anima del prossimo.

Infine occorre essere vigilanti e rispettosi anche verso noi stessi, non tutte le storie sono per noi, non sempre riusciamo a conservare le giuste distanze. È bene riconoscerlo e lasciare campo libero ad altri.

counseling essenziale ascoltare attivamenteL’ascolto attivo rispettoso e operoso è lo strumento che consente di andare oltre le apparenze e permette di aprire scenari inediti.

Nel nostro Counseling Essenziale® oltre all’ascolto attivo si aggiungono conoscenze antropologiche, filosofiche e spirituali che consentono un approccio che accorda gli obiettivi con i valori, aiuta ad emergere i bisogni profondi, promuove il benessere stabile e persegue la ridefinizione degli obiettivi di vita.

Sovente si inizia con un obiettivo e si finisce per ritrovare il senso della propria vita.

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