Insegniamo come migliorare le tue relazioni…

Le relazioni con il prossimo sono essenziali, ma nella nostra vita quasi mai ci è stato insegnato a comunicare in modo chiaro, competente e proficuo, per questo spesso sperimentiamo guai nei rapporti familiari e sociali. Ma siamo sempre in tempo per imparare nuove strategie e vivere più serenamente con gli altri attraverso relazioni più mature ed efficaci!

Per questo abbiamo messo a punto due percorsi che possono rappresentare un’ancora di salvezza per le tue relazioni.

Esistono numerose proposte, alcune ottime altre mediocri, ma noi seguiamo un approccio che non troverai da nessun’altra parte.

I nostri due percorsi innovativi sulle relazioni

Abbiamo messo a punto due percorsi di formazione molto esperienziali supportati da evidenze scientifiche, dove si alternano formazioni interattive, dinamiche di gruppo, lavoro personale ed esperienze ludiche. Non troverai nulla di simile altrove!

“Relazioni che uniscono”

Si tratta di un format che consente di sperimentare stili relazionali più efficaci utilizzando come elemento narrativo il famoso romanzo “Il Piccolo Principe” di Antoine de Saint Exupery. Il percorso è articolato in tre fine settimana (sabato e domenica), e comprende12 moduli da 3,5 ore per un totale di ben 42 ore di formazione.

Questi i temi trattati nei tre fine settimana:

  1. Impara a… farti ascoltare in modo efficace: dove si apprende a comunicare in modo assertivo, facendo valere i nostri diritti e rispettando quelli degli altri, e si impara a superare i condizionamenti dei quali spesso si è vittime.
  2. Impara a… dire chi sei davvero: dove si apprende ad essere autentici, a lasciar cadere le maschere e a riconoscere gli schemi che impediscono di essere davvero noi stessi e vivere nella libertà e nella giustizia.
  3. Impara a… crescere nella relazione: dove si apprende ad essere accoglienti, a coltivare l’amicizia e l’intimità e a scoprire i vantaggi di una relazione matura che prevede anche il dono di sé.

Il Piccolo Principe è il terzo libro più venduto al mondo, probabilmente perché consente molte chiavi di lettura e si adatta ad ogni età. In ogni pagina emergono modalità relazionali e legami affettivi differenti, inoltre si viene guidati al fulcro della propria identità  e si è portati a riflettere sui propri bisogni e valori, inoltre si sperimenta una forte intimità emotiva, cioè si entra facilmente in empatia con il Piccolo Principe e con i suoi interlocutori, ognuno dei quali rappresenta una metafora di ruoli e situazioni di vita differenti. Attraverso dialoghi molto profondi e un po’ surreali si viene portati in una duplice direzione: sia verso la propria interiorità che verso la condivisione con il prossimo.

“PerDono non è riconciliazione”

Perdonare e perdonarsi rappresenta la base di ogni relazione. Ma molti hanno idee confuse sull’argomento. Molte persone sono bloccate dalla rabbia e dal risentimento per un torto subito, per una violenza, per un’azione sconsiderata.

E intanto la loro vita scorre, ma è come se l’offesa ricevuta o provocata non permettesse di vivere liberamente. Occorre liberarsi dalla schiavitù di un passato che pesa e che non permette di proiettarsi verso il futuro. Occorre perdonare e perdonarsi! Ma come fare? Intanto iniziando a chiarire alcuni dubbi comuni.

Il perdono non è riconciliazione, sono due processi differenti. A volte la riconciliazione è impossibile (la persona è morta) oppure è sconsigliabile (la persona è pericolosa), invece il perdono è sempre possibile. Il perdono e non è solo una scelta morale, ma è soprattutto una scelta personale.

Perdonare non è un dovere, ma un atteggiamento mentale che produce piacere, quindi è un regalo per sé stessi!
Il perdono è una scelta che diventa esperienza, è guidato dall’intelligenza che produce consapevolezza, e dalla convenienza che attiva la motivazione.

Perdono umano e spirituale si integrano e completano: non a caso S. Ignazio di Loyola diceva «Prega come se tutto dipendesse da Dio e lavora come se tutto dipendesse da te».

Il percorso che proponiamo è progressivo ed esperienziale, è stato utilizzato in molti ambiti sociali e in molte nazioni, ed ha portato sempre alla consapevolezza che senza perdono non esiste libertà. Il percorso è costituito da 4 moduli da 3,5 ore, ognuno, per un totale di 14 ore di formazione, e si sviluppa in un fine settimana.

Il perdono è divenuto oggetto di interesse della psicologia soltanto negli ultimi anni e il suo studio scientifico è iniziato con l’aumento della comunicazione tra le discipline che ha dato vita ad un vivace dibattito teorico in merito a questo costrutto (Berry, Worthington, Parrott, O’Connor & Wade, 2001) che implica aspetti emotivi, cognitivi e comportamentali (Worthington et al., 2007). Due sono le tipologie di perdono: il perdono decisionale, ovvero la presa di decisione da parte del soggetto di controllare i propri comportamenti (aspetto cognitivo), e il perdono emotivo, ovvero le emozioni e i sentimenti che entrano in gioco durante il perdono che da negativi (es. paura, rabbia, disgusto, ostilità) si trasformano in positivi (es. gioia, pace, compassione). Tutto ciò si ripercuote nel comportamento che verrà messo in atto. (Worthington et al., 2007). La capacità di perdonare in ognuno di noi cambia nel corso della vita e non si mantiene stabile negli anni. (McCullough et al., 2009).