Protesta counseling conteso

Un muro di incomprensioni tra counselor e psicologi

Attorno al counseling esiste una questione irrisolta su chi può praticarlo: oggi il counseling è conteso tra counselor e psicologi.

Gli psicologi ritengono il counseling un atto tipico ed esclusivo della loro professione

Lo psicologo è preparato per svolgere una professione sanitaria volta alla “salute mentale” in tutte le sue forme, dalla prevenzione primaria alla terapia, con esclusione della psico-farmacologia che spetta allo psichiatra.

Eppure oggi deve sgomitare nelle pieghe di un contesto socio-sanitario che colpevolmente sottovaluta la sua professionalità e non istituisce servizi di base seri volti alla prevenzione primaria.

Per giungere a fare lo psicologo occorre studiare 5 anni e prendere una laurea magistrale in psicologia. Poi un anno di tirocinio seguito da altri esami di stato per raggiungere l’agognata abilitazione professionale: occorrono circa 7 anni dall’inizio degli studi.

counseling è conteso tra counselor e psicologi

Lo psicologo è orientato alla patologia e alla salute, il counselor all’obiettivo e al benessere

Ma dopo tutti questi anni, densi di teorie ma carenti di pratica, lo psicologo non possiede competenza nel colloquio psicoterapeutico, si limita al colloquio diagnostico, quindi a molti non rimane che iscriversi ad una scuola di psicoterapia, che dura altri 4 anni.

Finalmente dopo 11 anni lo psicologo, che ormai ha studiato quanto uno psichiatra, è psicoterapeuta, quindi è prontissimo anche per fare counseling…

In teoria si, in pratica no…

Infatti è stato formato per fare lo psicoterapeuta non il counselor, è un super-psicologo, possiede una forma mentis orientata alla psicopatologia, dalla diagnosi alla terapia, mentre il counseling presuppone una forma mentis opposta.

Il Counseling conteso tra counselor e psicologi non ha senso

Per il counselor la persona è fondamentalmente sana e capace, ha semplicemente bisogno di essere affiancata per brevi tratti di vita per raggiungere obiettivi già alla sua portata, non necessita alcuna ristrutturazione di personalità. Quindi ha poco senso un counseling conteso tra counselor e psicologi.

Per fare del buon counseling occorre possedere una mentalità orientata al benessere e alla valorizzazione delle risorse presenti anziché alla patologia e alla personalità da ristrutturare.

Quindi non stupisce incontrare anche qualche psicologo che nei corsi di counseling.


Come si diventa counselor

I percorsi di formazione dei counselor italiani seguono programmi e numero di ore identici alle altre scuole europee, dove tale figura professionale collabora con gli psicologi ed è vista come risorsa anche dalle istituzioni pubbliche.

Durante la formazione di un counselor vengono alternate lezioni teoriche, spesso tenute da psicologi, psicoterapeuti e psichiatri, che offrono un’infarinatura di psicologia, unite a moltissime lezioni pratiche, dove si sperimentano attraverso simulazioni in aula differenti tecniche di colloquio. Occorrono almeno 950 ore di studio.

Inoltre prima del diploma si è obbligati a svolgere 250 ore di tirocinio, comprendenti almeno 50 colloqui di counseling in ambiti differenti da trascrivere integralmente e poi sottoporre a supervisione. Infine c’è la stesura di una tesi su un tema attinente, che deve incorporare anche alcuni stralci dei colloqui supervisionati effettuati in precedenza.

Le tesi dei counselor di Ascolti di Vita hanno avuto i seguenti argomenti:


Il counselor ha molta esperienza nel colloquio empatico

Un aspetto fondamentale di ogni percorso serio di counseling è la pratica nel colloquio unita al confronto costante con il supervisore: solo così si impara davvero a gestire le difficoltà e le sfumature che emergono successivamente nei colloqui professionali.

Il counselor si è formato attraverso percorsi  professionalizzanti che durano 3-4 anni a seconda delle scuole svolgendo almeno 50 colloqui supervisionati.

counseling essenziale conteso tra counselor e psicologi

Il counselor effettua una formazione teorico-pratica professionalizzante rivolta a persone con risorse sufficienti

Ma soprattutto nel futuro counselor viene inculcata una precisa forma mentis: la persona da aiutare dev’essere in grado di aiutarsi, cioè deve possedere le risorse necessarie per svolgere il lavoro utile a raggiungere l’obiettivo scelto.

Un obiettivo che parte dal qui e ora e si proietta nel futuro, attraverso un processo che si può definire “psico costruttivo”.

Se la persona accompagnata continua ad arenarsi e a concentrarsi prevalentemente sul passato, il counselor, senza permettersi di compiere alcun processo diagnostico che non gli compete, costatata l’impossibilità di procedere con il percorso e propone al cliente di rivolgersi ad un altro professionista effettuando un invio, solitamente ad uno psicoterapeuta o ad uno psichiatra.

Il counselor è un consulente relazionale orientato al benessere, lo psicologo e lo psichiatra sono professionisti della salute mentale volti alla diagnosi e alla terapia.

Le differenze di competenza e di ambito di intervento sono palesi, e un counseling conteso tra counselor e psicologi ha davvero poco senso.

Eppure l’Ordine degli psicologi si oppone da tempo ad ogni tentativo di regolamentazione della professione di counselor da parte dello Stato italiano.

Gli psicologi non desiderano che il counseling venga inserito in percorsi istituzionalizzati come avviene in altre nazioni.


Regolamentazione e controllo dei counselor

Non potendo fare in altro modo, oggi per i counselor italiani vigono autoregolamentazione e controllo volontari, operati da associazioni che garantiscono che i loro associati seguano programmi allineati con quelli delle altre scuole europee e svolgano aggiornamenti costanti obbligatori.

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L’organismo dove sono iscritti i counselors di Ascolti di Vita

Le associazioni di counseling (due tra le più importanti sono Assocounseling e CNCP) cercano di battersi nelle sedi opportune per ottenere il riconoscimento legale dei percorsi formativi da parte dello Stato.

Oggi la professione di counselor è riconosciuta ma non regolamentata e rientra tra quelle previste dalla legge 13 Gennaio 2013 n°4

Il 30/10/2019 la Camera dei deputati ha approvato una riforma a favore delle libere professioni collegando al counseling anche specifici codici ATECO volti alla corretta emissione delle parcelle.

Il 16/06/2020 si è tenuta a Roma l’ultima riunione di UNI per tentare di  normare la figura professionale del counselor (tavolo tecnico UNI/CT006/GL07).

Ma di fatto in Italia il counselor, pur essendo legittimato a definirsi tale e a guadagnare attraverso la propria attività, vive la doppia frustrazione di vedersi discriminato sia da parte delle istituzioni che dagli psicologi che, come già spiegato, sono altro da loro. A mio avviso si sprecano unicamente opportunità.


Come evitiamo conflitti con gli psicologi

counseling essenziale

Il Counseling Essenziale aiuta a ritrovare sé stessi

I counselor professionisti di Ascolti di Vita hanno creato il “Counseling Essenziale®”, un approccio differente rispetto al counseling psicologico, non si limita al raggiungimento di obiettivi utili ma  aiuta a ritrovare sé stessi.

Nel Counseling Essenziale:

  • ci si concentra sui valori,
  • si fanno emergere i bisogni profondi,
  • si guarda al benessere complessivo,
  • si persegue una ridefinizione di senso.

Nel counseling essenziale il vero obiettivo è la felicità della persona, conseguente alla scelta di obiettivi di vita non solo importanti ma benefici.

Scopri di più sull’approccio del nostro Counseling Essenziale® e approfitta del primo colloquio gratuito



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