Emotional Freedom Techniques EFT:
cos’è e come aiuta a sciogliere le paure
Scopri come funziona e come si integra con altri approcci al trauma
Scopri come funziona e come si integra con altri approcci al trauma
Negli ultimi anni, sempre più persone si avvicinano a metodi integrati per il benessere psicologico, soprattutto quando si tratta di affrontare traumi, paure, ansia e stress cronico. Tra questi, l’EFT (Emotional Freedom Techniques) è un approccio basato sul “tapping”, cioè sulla stimolazione con le proprie dita di particolari punti sul corpo, che ha guadagnato grande popolarità per la sua semplicità e accessibilità.
Ma cos’è esattamente l’EFT? Funziona davvero? E soprattutto: come si collega alle moderne teorie sul funzionamento del sistema nervoso, come la teoria polivagale?
In questo articolo esploreremo in modo chiaro e approfondito:
L’EFT, acronimo di Emotional Freedom Techniques, è una tecnica di auto-aiuto sviluppata negli anni ’90 da Gary Craig, basata su una combinazione di:
L’EFT si fonda su alcune idee chiave:
Anche se il linguaggio originario dell’EFT richiama la medicina energetica, oggi viene sempre più interpretata in chiave neuroscientifica e psicofisiologica.

L’EFT è basato su sequenze di tapping su alcuni punti codificati
Durante una sessione di Emotional Freedom Techniques EFT, la persona segue generalmente questi passaggi:
Uno degli aspetti più interessanti dell’Emotional Freedom Techniques è il suo effetto diretto sul sistema nervoso autonomo.
Il tapping sembra contribuire a:
In altre parole, l’EFT aiuta il corpo a uscire da stati di iperattivazione (ansia, panico, compulsioni legate alle ossessioni come nel DOC) oppure di ipoattivazione (congelamento, depressione, dissociazione).
È come dire al cervello: “Posso guardare questa cosa… senza essere in pericolo”

Il Sistema Nervoso Autonomo regola tutte le sensazioni di sicurezza e di insicurezza
Per comprendere il ruolo dell’Emotional Freedom Techniques EFT nel lavoro sul trauma, è fondamentale chiarire cosa si intende per trauma, oggi non più visto solo come un evento esterno, ma come una risposta del sistema nervoso che non riesce a completare o integrare un’esperienza percepita come minacciosa.
Questo significa che il trauma è “immagazzinato” sia nell’Ippocampo, sotto forma di ricordi carichi emotivamente, che nel corpo, e si esplicita sotto forma di tensioni muscolari, schemi reattivi automatici, stati cronici di allerta o di blocco.
La teoria polivagale, sviluppata da Stephen Porges, offre una cornice scientifica per comprendere come il Sistema Nervoso Autonomo (SNA) reagisce alla sicurezza, al pericolo e alla minaccia. Secondo questa teoria, il sistema nervoso autonomo si organizza in tre stati:
L’Emotional Freedom Techniques EFT può essere letta come una tecnica che favorisce la regolazione del Sistema Nervoso Autonomo, aiutando la persona a tornare allo stato ventro-vagale di sicurezza. Questo avviene attraverso una procedura codificata di stimolazione somatica, un’esposizione graduale al trauma e all’integrazione tra mente e corpo.
Il tapping fornisce una stimolazione ritmica e prevedibile, che invia segnali di sicurezza al cervello, riduce la percezione di minaccia e favorisce la regolazione autonomica
Questo è coerente con la teoria polivagale, secondo cui il corpo ha bisogno di segnali di sicurezza per uscire dagli stati difensivi.
Durante l’EFT, la persona entra in contatto con contenuti emotivi difficili in modo controllato. Questo processo è simile all’esposizione utilizzata in molte terapie comportamentali, ma con una differenza fondamentale: il corpo viene simultaneamente coinvolto e regolato attraverso la stimolazione dei punti neuro-biologici.
In termini polivagali, questo permette di rimanere entro la “finestra di tolleranza”, cioè di non andare oltre le proprie possibilità in modo da evitare le esperienze dissociative. Inoltre, consente di evitare la riattivazione traumatica eccessiva, con pericoli di traumatizzazioni secondarie.
L’azione contemporanea tra mente e corpo durante la pratica dell’EFT combina:
Questa integrazione facilita la rielaborazione del trauma, che non è solo un processo mentale ma anche somatico.

L’EFT può essere utile anche per disturbi d’ansia e attacchi di panico
L’EFT viene utilizzata in diversi contesti legati al trauma, tra cui:
Tra i benefici evidenziati:
Nonostante i benefici, è importante mantenere uno sguardo critico.
Conclusione

L’EFT consente di respirare nuovamente il profumo della vita
L’Emotional Freedom Techniques EFT rappresenta un approccio interessante e accessibile per lavorare sulle emozioni, in particolare la paura collegata al trauma, soprattutto quando viene integrata con una comprensione moderna del sistema nervoso.
Alla luce della teoria polivagale, il suo funzionamento appare meno misterioso e più radicato nella biologia, perché il tapping aiuta a regolare il sistema nervoso, facilita l’elaborazione emotiva e sostiene il ritorno ad uno stato di sicurezza autonomica.
Attraverso il corpo, il ritmo e l’attenzione consapevole, puoi calmare le reazioni automatiche, entrare in contatto con le emozioni e iniziare a sciogliere ciò che era rimasto bloccato.
In un’epoca in cui sempre più persone cercano strumenti pratici per il benessere, l’EFT può rappresentare un ponte efficace tra corpo e mente, tra esperienza emotiva e regolazione fisiologica.
È psicologo, counselor professionista e mediatore familiare. Fa parte del direttivo dell’Associazione di Psicologia Cattolica e ha co-fondato l’associazione non profit Famiglia della Luce con Camilla.
Per molti anni è stato giornalista e formatore nel settore eno-agro-alimentare, ha collaborato con numerose testate e diretto un quotidiano online. Ha inoltre scritto libri di enogastronomia, antropologia culturale e psicologia.
Oggi si dedica alla relazione d’aiuto con l’accompagnamento di singoli e coppie unito alla formazione relazionale dei gruppi nelle imprese profit e non profit.




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