• Carrello Carrello
    0Carrello
Ascolti di Vita
  • Chi siamo
    • Fabrizio Penna – Psicologo e Mediatore famigliare
    • Elisabetta Fezzi – Consulente relazionale e Scrittrice
  • Cosa facciamo
    • Servizi alla Persona
      • Sostegno a singoli e coppie
      • Mediazione familiare
      • Formazione relazionale
      • Laboratori di autobiografia
    • Consulenza Aziendale
      • Benessere per i collaboratori
      • Relazioni più sane ed efficaci
      • Il tuo romanzo aziendale
      • Soft skills esclusive
    • Attività per Istituzioni
      • Memorie di luoghi e comunità
      • Benessere dei dipendenti
      • Benessere dei cittadini
      • Educazione alimentare
  • Come facciamo
  • Prenota un servizio
  • Rifletti con noi
  • Contattaci
  • Formazioni
  • Privacy
  • Fare clic per aprire il campo di ricerca Fare clic per aprire il campo di ricerca Cerca
  • Menu Menu
  • Collegamento a X
  • Collegamento a Facebook

La dipendenza affettiva patologica: riconoscerla e curarla

Una modalità relazionale gravemente disfunzionale che interessa molte relazioni

La Dipendenza Affettiva Patologica (DAP) è una modalità relazionale nella quale una persona sembra avere un legame apparentemente irrinunciabile, privo di confini, ossessivo, verso un partner problematico, poco o per niente disponibile, fragile o maltrattante a livello psicologico, e/o emotivo, e/o fisico, e/o sessuale e/o economico.

Anche se la relazione genera sofferenza (più o meno conscia) e rischia di compromettere la salute fisica e psico-emotiva, con derive negative in ambito sociale, famigliare e lavorativo, la persona non riesce a interrompere la relazione, oppure non riesce a tollerare che sia l’altro a farlo.

In una condizione di dipendenza affettiva pur di mantenere la relazione patologica viene meno la soddisfazione di alcuni bisogni fondamentali come la sicurezza, l’autostima, il rispetto, la realizzazione di sé, con importanti conseguenze negative sul benessere personale e sociale.

L’ambivalenza nella Dipendenza Affettiva Patologica

dipendenza affettiva e ambivalenza

L’ambivalenza affettiva è uno dei primi segnali della dipendenza affettiva

Nella Dipendenza Affettiva Patologica si vive una forte ambivalenza, un “vorrei ma non posso”, un potente conflitto nevrotico tra la necessità di uscire da una relazione tossica e l’impossibilità di farlo, inoltre, anche se la relazione presenta manipolazioni e violenze a livello fisico o psico-emotivo, la persona nutre la speranza illusoria di cambiamenti importanti grazie alla propria capacità di salvare o cambiare l’altra persona. Quindi si tratta di una situazione molto penosa sia per chi la vive che per chi la subisce, infatti a volte la vittima tende a rivestire un ruolo da salvatore/salvatrice così attivo da finire con il trasformarsi in carnefice.

Lo scopo del Dipendente Affettivo Patologico è garantirsi la vicinanza dell’altro, rendersi necessari o amabili dall’altra persona, verso la quale si sviluppa una vera e propria ossessione. È anche possibile che in una coppia entrambi i partner siano Dipendenti Affettivi Patologici, in questo caso i ricatti incrociati rendono la situazione ancora più complessa, perché il vero dipendente affettivo inizialmente desidera accudire ma non essere accudito, anzi le persone particolarmente accudenti in un primo momento lo opprimono e vengono descritte come noiose.

Strategie e comportamenti disfunzionali

Per raggiungere i suoi scopi, il Dipendente Affettivo tipico mette in atto una serie di strategie e comportamenti disfunzionali:

  1. una iniziale caratterizzata da reazioni primarie volte a compiacere,
  2. una intermedia caratterizzata da espressioni lamentose rispetto ai propri bisogni
  3. una avanzata con reazioni secondarie di tipo aggressivo-passivo (es. lunghi silenzi irritati).

FASE INIZIALE: TUTTO SEMBRA ANDARE BENE

Il DAP recita il ruolo di buono  che solitamente corrisponde a ciò che il partner vorrebbe. È molto abile nel compiacere e inizialmente fa emergere solo le qualità desiderate dal compagno. Assume spesso il ruolo di supereroe o di crocerossina, diviene un abile aiutante sempre disponile, in grado di accettare tutto e perdonare sempre. Questa recita è funzionale al bisogno di contare per il partner e quindi garantirsi la sua vicinanza.

FASE INTERMEDIA: LAMENTELA RISPETTO AI BISOGNI FRUSTRATI

Quando il DAP si sente eccessivamente sotto pressione passa nello stato di vittima e inizia ad esprimere i propri bisogni in modo lamentoso anziché assertivo con il partner, che il più delle volte non intende assolutamente rinunciare ai vantaggi ricevuti fino a quel momento e ricambiare in qualche modo.

FASE AVANZATA: REAZIONI SECONDARIE AGGRESSIVO-PASSIVE

Di fronte al rifiuto del partner di accondiscendere ai propri bisogni le richieste potrebbero divenire più intense e pesanti, fino a giungere a risposte aggressivo-passive, oppure smaccatamente aggressive e violente. A quel punto il DAP, oppure il suo partner, potrebbero decidere di interrompere la relazione o minacciare di farlo. Ma dinanzi alla prossimità della separazione, a causa del dolore provato il Dipendente Affettivo Patologico potrebbe ricercare nuovamente la relazione, sentendosi però in trappola, valutandosi come incapace e dipendente, debole e pieno di vergogna.

Dipendenza Affettiva Patologica: un costrutto recente

Dipendenza Affettiva Patologica

La Dipendenza Affettiva Patologica è una condizione complessa che poggia su più aspetti

La Dipendenza Affettiva Patologica è un costrutto recente, non ancora riconosciuto dai sistemi diagnostici nosografici ufficiali, ma un contributo importante è giunto da un articolo pubblicato nel 2019 degli psicologi Francesco Mancini, Angelo Pugliese ed Erica Saliani, che ha fornito una cornice di matrice cognitiva al disturbo sulla quale basare un protocollo terapeutico. Emerge che la Dipendenza Affettiva Patologica (DAP) si configura come un disturbo trans-diagnostico, con sintomatologia potenzialmente rintracciabile in diverse personalità, non tutte necessariamente patologiche secondo i criteri diagnostici attuali.

Esistono comunque sovrapposizioni con altre patologie come:

  • Disturbo Dipendente di Personalità (DDP), che però ha come scopo l’essere accudito, mentre nel DAP lo scopo almeno iniziale è accudire, cioè amare e salvare qualcuno;
  • Dipendenza Comportamentale (DC), che però ha come scopo la fuga da un disagio interiore mediante un piacere compensatorio (es. cibo, alcol, sostanze), mentre nel DAP lo scopo è sempre quello di amare o salvare qualcuno poco o per nulla disponibile, emotivamente fragile o irraggiungibile.

Su cosa si sostiene la Dipendenza Affettiva Patologica?

La Dipendenza Affettiva Patologica DAP è sostenuta da un conflitto tra scopi, dove emerge:

  • da una parte la necessità si separarsi per ridurre la sofferenza provocata dalla relazione disfunzionale
  • dall’altra l’angoscia intollerabile provata al solo pensiero di interrompere la relazione.
Dipendenza affettiva e ambivalenza

L’ambivalenza e l’incapacità di scegliere sono effetti tipici della dipendenza affettiva

Solitamente il conflitto non viene quasi mai affrontato alla radice, ma si cerca di risolverlo ricercando nuovamente la stessa relazione disfunzionale, oppure una simile, fantasticando eventuali cambiamenti nell’altro che il più delle volte non avvengono. Di fatto il DAP vive un forte conflitto intrapsichico, che si risolve facendo leva sulla massima: “meglio poco oggi che molto domani“.

Quindi meglio un bene minore immediato (restare nella relazione per evitare sentimenti ancora più intollerabili del malessere generato dalla relazione stessa), rispetto ad un bene maggiore dilazionato nel tempo (uscire dalla relazione per recuperare benessere e indipendenza). Ma la soluzione di ridurre il dolore nel breve termine ritornando nella relazione aumenta nel lungo periodo la sensazione di dipendenza e di sconforto rispetto alle proprie capacità di gestione della sofferenza. È un circolo vizioso!

Gli stadi della Dipendenza Affettiva Patologica?

Si parte da uno STADIO ZERO, che corrisponde all’illusione romantica, dove il partner viene idealizzato e si fa di tutto per compiacerlo per vivere momenti felici. Poi però nella relazione cominciano ad emergere alcuni problemi e costi eccessivi e si entra nel:

1° STADIO: la persona non riesce a vedere il conflitto,  anche se cominciano a crearsi i primi problemi con i relativi costi, ma per il dipendente affettivo non è un problema stare nella relazione. Solo un osservatore esterno, un professionista, un amico o un familiare, si accorgono che la relazione è insostenibile e non comprendono come quelle persone facciano a rimanere insieme. Nel dipendente affettivo c’è un fermo convincimento di non intervenire sulla relazione, perché secondo i propri valori (es. religiosi, culturali) ritiene che i vantaggi nel restare siano maggiori rispetto ad uscire. Frase tipica è “perché mi chiedi se va tutto bene? Tranquilli, è tutto ok!”.

2° STADIO: la persona oscilla tra due stati mentali contrapposti. Una volta dice “è finita non voglio più stare con lui/lei” e la volta successiva, dimenticandosi di quella precedente, dice “è la persona della mia vita, sto bene con lui/lei” e tende a ritornare allo stadio zero. Si passa da una valutazione positiva rispetto allo scopo di tornare a star bene ponendo fine alla relazione tossica, ad una valutazione negativa rispetto ad altri scopi, come perdere una guida esclusiva, il sostegno economico e l’amore del proprio partner. È possibile che si passi da una condotta all’altra, favorendo da una parte l’uscita dalla relazione e dall’altra facendo di tutto per evitarla, senza riuscire a integrare in maniera coerente i due stati mentali. Per smettere di soffrire la persona minaccia la separazione oppure si separa effettivamente, ma ben presto il dolore della perdita diventa inaccettabile, terrifico, e costringe la persona a rintanarsi nuovamente nella relazione patologica o addirittura sceglierne un’altra con caratteristiche simili.

3° STADIO:  la persona oscilla all’interno dello stesso stato mentale e dice “sto male con lui/lei, ma sto anche male anche senza di lui/lei”, di fatto si verifica una sovrapposizione di scopi tra loro molto diversi come il volersi separare (per il malessere provato) e il volere a tutti i costi stare nella relazione (per non rimanere da soli e rimanere senza scopo nella vita).

Dipendenza affettiva con rabbia e rassegnazione

Si può vivere sia rassegnazione che rabbia con possibilità di agiti violenti

Le persone che si trovano nel 2° e nel 3° stadio sono tormentate da “conflitti egodistonici“. Quando vivono la rassegnazione possono soffrire di insonnia, depressione, attacchi di ansia o panico, con conseguenze anche gravi sulla qualità della vita. Se invece vivono la rabbia possono emergere  manifestazioni di aggressività che possono portare la persona a mettere anche in atto condotte violente, come lo stalking, il suicidio, l’omicidio o l’omicidio-suicidio.

Cosa fare con Dipendenza Affettiva Patologica?

Il primo passaggio è aiutare la persona a diventare consapevole del circolo vizioso nel quale si trova, senza spaventare ma anche senza minimizzare. La lettura di questo articolo potrebbe aiutare a riconoscersi e ad attuare il passaggio successivo.

Il secondo passaggio potrebbe essere quello di effettuare un test online gratuito e anonimo:  tra i migliori questo

Il terzo passaggio è affidarsi a seri professionisti formati sulle dipendenze affettive e sulle loro conseguenze. Possono essere messe in atto psicoterapie individuali magari integrate con la partecipazione a gruppi di mutuo aiuto. Tra i centri di eccellenza che mi sento di consigliare c’è DipendiAmo che ha sede a Bergamo e forma anche terapeuti esperti.

Quando sono presenti comportamenti violenti in ogni forma (psicologica, emotiva, economica, fisica, sessuale, stalking) puoi contattare lo staff di Progetto Adamo, dove abbiamo programmi specifici per affrontate la violenza nelle relazioni affettive.

Fabrizio Penna
Fabrizio Penna

È psicologo, counselor professionista e mediatore familiare. Fa parte del direttivo dell’Associazione di Psicologia Cattolica e ha co-fondato l’associazione non profit  Famiglia della Luce con Camilla.

Per molti anni è stato giornalista e formatore nel settore eno-agro-alimentare, ha collaborato con numerose testate e diretto un quotidiano online. Ha inoltre scritto libri di enogastronomia, antropologia culturale e psicologia.

Oggi si dedica alla relazione d’aiuto con l’accompagnamento di singoli e coppie unito alla formazione relazionale dei gruppi nelle imprese profit e non profit.

Il nostro Counseling Essenziale aiuta a diventare consapevoli della Dipendenza Affettiva

L'ascolto empatico è terapeutico

Ulteriori info:
366 207 2156 ti risponde Elisabetta

Condividi questo articolo
  • Condividi su Facebook
  • Condividi su X
  • Condividi su WhatsApp
  • Condividi su Pinterest
  • Condividi su LinkedIn
  • Condividi attraverso Mail
0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Sentitevi liberi di contribuire!

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli Correlati:

Modalità di de‑escalation emotiva guida pratica per famigliari e amici

Vuoi cambiare ma continui a rimandare? Non è pigrizia ma un conflitto!

Usa la Mappa del Significato per guidare i collaboratori verso la vera motivazione

Cosa aspettarsi da un intervento psicologico

Sai riconoscere la violenza nelle relazioni affettive?

Scopri l'utilità di sviluppare la manualità

Demisessualità: Psicologia ed Etica del Sesso solo con Amore

Gli articoli giusti per te!

  • Approcci Terapeutici (12)
  • Aziende (26)
  • Counseling di Coppia (6)
  • Counseling Personale (9)
  • Counseling sul Lavoro (1)
  • DOC Disturbo Ossessivo Compulsivo (1)
  • Gestione dei traumi (9)
  • Istituzioni (17)
  • Lutto (1)
  • News (5)
  • Perdono (3)
  • Privati (35)
  • Relazioni (2)
  • terapia sul trauma (5)

Gli ultimi articoli

  • Coltivare la speranza o la rassegnazione: quando è lecito sperare e quando è utile lasciare andare 18/09/2026
  • Carta di Identità Esistenziale: i quattro pilastri per comprendere chi siamo 02/09/2026
  • Fibromialgia e psicologia: neurobiologia, teoria polivagale e terapia integrata 22/08/2026
  • Sistema nervoso e comportamento: comprendere stress, emozioni e neurodivergenza 17/07/2026
  • Emotional Freedom Techniques EFT: cos’è e come aiuta a sciogliere le paure 06/04/2026
Forse ti può interessare qualche nostro evento:

SULL’ONDA DELLE EMOZIONI: conoscile, attraversale e trasformale

17/10/2026 - 09:30 •••• 18/10/2026 - 17:30€60 - Centro di Spiritualità S.ta Maria Francesca Cabrini + ONLINE

Violenza nelle Relazioni Affettive: 3 serate per riconoscerla e gestirla

04/11/2026 - 21:00 •••• 22:00Gratuito - ONLINE

Argomenti Correlati

Modalità di de‑escalation emotiva guida pratica per famigliari e amici

Demisessualità: Psicologia ed Etica del Sesso solo con Amore

Scopri l'utilità di sviluppare la manualità

Usa la Mappa del Significato per guidare i collaboratori verso la vera motivazione

Sai riconoscere la violenza nelle relazioni affettive?

Vuoi cambiare ma continui a rimandare? Non è pigrizia ma un conflitto!

Cosa aspettarsi da un intervento psicologico

Cerca nel sito

Search Search

Seguici su Facebook

X Logo X Logo Seguiresu XRSS Feed Logo RSS Feed Logo Abbonarsial canale RSS
© Dott. Fabrizio Penna - p.iva 04174900136
  • Collegamento a X
  • Collegamento a Facebook
  • Chi siamo
  • Cosa facciamo
  • Come facciamo
  • Prenota un servizio
  • Rifletti con noi
  • Contattaci
  • Formazioni
  • Privacy
Collegamento a: Il Perdono di Sé per il benessere personale, relazionale e spirituale Collegamento a: Il Perdono di Sé per il benessere personale, relazionale e spirituale Il Perdono di Sé per il benessere personale, relazionale e spiritualeCollegamento a: Il ciclo vitale della famiglia: scopri in quale fase si trova la tua Collegamento a: Il ciclo vitale della famiglia: scopri in quale fase si trova la tua Il ciclo vitale della famiglia: scopri in quale fase si trova la tua
Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto

Questo sito utilizza cookie tecnici per garantire una migliore esperienza. Restando nel sito acconsenti al nostro utilizzo dei cookies.

Accettare le impostazioniNascondi solo la notificaImpostazioni

Impostazioni Cookie e Privacy



Come usiamo i cookie

Potremmo richiedere che i cookie siano attivi sul tuo dispositivo. Utilizziamo i cookie per farci sapere quando visitate i nostri siti web, come interagite con noi, per arricchire la vostra esperienza utente e per personalizzare il vostro rapporto con il nostro sito web.

Clicca sulle diverse rubriche delle categorie per saperne di più. Puoi anche modificare alcune delle tue preferenze. Tieni presente che il blocco di alcuni tipi di cookie potrebbe influire sulla tua esperienza sui nostri siti Web e sui servizi che siamo in grado di offrire.

Cookie essenziali del sito Web

Questi cookie sono strettamente necessari per fornirvi i servizi disponibili attraverso il nostro sito web e per utilizzare alcune delle sue caratteristiche.

Poiché questi cookie sono strettamente necessari per fornire il sito web, rifiutarli avrà un impatto come il nostro sito funziona. È sempre possibile bloccare o eliminare i cookie cambiando le impostazioni del browser e bloccando forzatamente tutti i cookie di questo sito. Ma questo ti chiederà sempre di accettare/rifiutare i cookie quando rivisiti il nostro sito.

Rispettiamo pienamente se si desidera rifiutare i cookie, ma per evitare di chiedervi gentilmente più e più volte di permettere di memorizzare i cookie per questo. L’utente è libero di rinunciare in qualsiasi momento o optare per altri cookie per ottenere un’esperienza migliore. Se rifiuti i cookie, rimuoveremo tutti i cookie impostati nel nostro dominio.

Vi forniamo un elenco dei cookie memorizzati sul vostro computer nel nostro dominio in modo che possiate controllare cosa abbiamo memorizzato. Per motivi di sicurezza non siamo in grado di mostrare o modificare i cookie di altri domini. Puoi controllarli nelle impostazioni di sicurezza del tuo browser.

Altri servizi esterni

Utilizziamo anche diversi servizi esterni come Google Webfonts, Google Maps e fornitori esterni di video. Poiché questi fornitori possono raccogliere dati personali come il tuo indirizzo IP, ti permettiamo di bloccarli qui. Si prega di notare che questo potrebbe ridurre notevolmente la funzionalità e l’aspetto del nostro sito. Le modifiche avranno effetto una volta ricaricata la pagina.

Google Fonts:

Impostazioni Google di Enfold:

Cerca impostazioni:

Vimeo and Youtube video embeds:

Privacy Policy

Puoi leggere i nostri cookie e le nostre impostazioni sulla privacy in dettaglio nella nostra pagina sulla privacy.

Privacy
Accettare le impostazioniNascondi solo la notifica

Scrivi ora