Quando si svolge una relazione d’aiuto è necessario esercitare l’empatia, cioè provare ad “entrare nei panni dell’altro” per capire cosa sta provando senza però cadere nella simpatia, cioè nella simmetria e nella collusione.
Per evitare questi ultimi pericoli è necessario per il counselor saper mantenere la giusta distanza psicologica, non lasciarsi coinvolgere oltre misura, per questo è utile, unitamente all’empatia, coltivare anche un po’ di sana diffidenza.
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In questo articolo troverai molte dritte su come realizzare l’ascolto attivo, perchè non basta la disponibilità ad ascoltare, serve anche “saper ascoltare”.
La modalità utilizzata da chi ascolta in modo professionale si chiama “ascolto attivo” e si basa su conoscenze che devono essere prima apprese e poi esercitate con regolarità prima di diventare competenze.
In questo articolo ti spieghiamo alcuni segreti dell’ascolto attivo e ti anticipiamo che sono alla base di ogni relazione d’aiuto, del Counseling, della Mediazione familiare e della Psicoterapia.
Ecco qualche buon consiglio per iniziare a cimentarsi e per evitare errori grossolani.
L’ascolto attivo è un modo di ascoltare estremamente dinamico, che permette di interagire positivamente durante la conversazione rispettando la narrazione di chi si sta ascoltando. I cardini dell’ascolto attivo sono l’empatia, la considerazione positiva e il non giudizio.
L’ascolto attivo rispettoso e operoso è lo strumento che consente di andare oltre le apparenze e permette di aprire scenari inediti.
Nel nostro Counseling Essenziale® oltre all’ascolto attivo si aggiungono conoscenze antropologiche, filosofiche e spirituali che consentono un approccio che accorda gli obiettivi con i valori, aiuta ad emergere i bisogni profondi, promuove il benessere stabile e persegue la ridefinizione degli obiettivi di vita.
In questo articolo si parla della difficoltà di comprende che cosa è e cosa non è il counseling.
I counselor di Ascolti di Vita hanno messo a punto il “Counseling Essenziale”, un approccio che ha il compito di far emergere l’essenza della persona per farle cogliere ciò che vale davvero, ciò che produce felicità e benessere.
Sergio Zavoli, ha appena terminato la sua vita terrena.
La sua grande capacità è stata quella di saper ascoltare più che parlare, sapeva ascoltare da grande professionista.
Nel suo ascolto c’erano l’empatia, il non giudizio e la considerazione positiva.
Era in grado di padroneggiare l’ascolto attivo e di trasformare il set televisivo in un setting psicologico.
Naturalmente il suo obiettivo non era fare terapia, ma solo grandi interviste. Eppure nell’offrire ai suoi ospiti i tempi necessari per una narrazione profonda, sovente costellata da lunghi silenzi quando venivano toccati argomenti che smuovevano profondamente la sensibilità, Sergio Zavoli riusciva ad offrire alle persone che incontrava un colloquio terapeutico.
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