Articoli

L’anzianità non è semplicemente un parametro fisiologico, ma è soprattutto un passaggio di tipo psicologico. Se l’anziano non ha importanti problematiche di salute fisica i suoi bisogni sono simili a quelli di una persona più giovane, bisogni di organizzazione e di socialità.
È importante vivere i passaggi dell’età anziana con consapevolezza e anche con un po’ di leggerezza, è utile vivere il presente e porsi degli obiettivi ragionevoli e raggiungibile per il futuro. È sovente anche importante acquisire nuove competenze relazionali, per vivere meglio sia in famiglia che nei differenti contesti sociali. Il counseling è un ottimo strumento per vivere correttamente la dimensione del qui e ora e per proiettarsi meglio verso il futuro.

In molte situazioni di vita si celano risvolti comici, non a caso esiste l’espressione “una vicenda con risvolti tragicomici”. L’importante è riuscire a cogliere aspetti umoristici anche all’interno di situazioni faticose, pur con la dovuta prudenza e con grande sensibilità, visto che le evidenze sui vantaggi dell’umorismo sono decisamente numerosi anche in termini salutari.
Anche l’approccio scientifico della PNEI (Psico-Neuro-Endocrino-Immunologia) presenta numerosi studi che dimostrano come l’umorismo sia terapeutico, e molti esperti della relazione d’aiuto utilizzano con successo il sorriso all’interno dei loro colloqui per favorire l’empatia, per affrontare argomenti difficili, per offrire suggerimenti indiretti, per diluire la rabbia, per allentare rigidità di pensiero e limitare comportamenti ossessivi. Quindi, pur con le dovute accortezze, vale la pena conoscere meglio l’argomento e magari provarci!

La maggior parte degli autori ritiene che nel counselling vi siano alcune fasi o tappe progressive comuni. Tra questi autori c’è Gerard Egan, allievo di Carl Rogers, che nel 1990 ha postulato un modello di counseling che da una parte segue un approccio basato su 10 tappe, ognuna delle quali è progressiva. I colloqui di counseling durano circa 45-50 minuti con i singoli e 70-75 minuti con le coppie, l’intero percorso si svolge in 10-12 incontri con cadenza settimanale o quindicinale e consente di lavorare su un obiettivo per volta.

Oggi svolgere colloqui di relazione d’aiuto che utilizzano strumenti di comunicazione mediata non più una semplice opzione ma una necessità legata ai nuovi stili di vita imposti dall’emergenza sanitaria di covid-19. Quindi la relazione d’aiuto online non solo si può, ma si deve fare, e si può fare anche con ottimi risultati come evidenziato nell’articolo. Fabrizio Penna ed Elisabetta Fezzi svolgono con successo colloqui online ormai da molti anni.