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In molte situazioni di vita si celano risvolti comici, non a caso esiste l’espressione “una vicenda con risvolti tragicomici”. L’importante è riuscire a cogliere aspetti umoristici anche all’interno di situazioni faticose, pur con la dovuta prudenza e con grande sensibilità, visto che le evidenze sui vantaggi dell’umorismo sono decisamente numerosi anche in termini salutari.
Anche l’approccio scientifico della PNEI (Psico-Neuro-Endocrino-Immunologia) presenta numerosi studi che dimostrano come l’umorismo sia terapeutico, e molti esperti della relazione d’aiuto utilizzano con successo il sorriso all’interno dei loro colloqui per favorire l’empatia, per affrontare argomenti difficili, per offrire suggerimenti indiretti, per diluire la rabbia, per allentare rigidità di pensiero e limitare comportamenti ossessivi. Quindi, pur con le dovute accortezze, vale la pena conoscere meglio l’argomento e magari provarci!

La maggior parte degli autori ritiene che nel counselling vi siano alcune fasi o tappe progressive comuni. Tra questi autori c’è Gerard Egan, allievo di Carl Rogers, che nel 1990 ha postulato un modello di counseling che da una parte segue un approccio basato su 10 tappe, ognuna delle quali è progressiva. I colloqui di counseling durano circa 45-50 minuti con i singoli e 70-75 minuti con le coppie, l’intero percorso si svolge in 10-12 incontri con cadenza settimanale o quindicinale e consente di lavorare su un obiettivo per volta.