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In questo articolo troverai molte dritte su come realizzare l’ascolto attivo, perchè non basta la disponibilità ad ascoltare, serve anche “saper ascoltare”.  

La modalità utilizzata da chi ascolta in modo professionale si chiama “ascolto attivo” e si basa su conoscenze che devono essere prima apprese e poi esercitate con regolarità prima di diventare competenze.

In questo articolo ti spieghiamo alcuni segreti dell’ascolto attivo e ti anticipiamo che sono alla base di ogni relazione d’aiuto, del Counseling, della Mediazione familiare e della Psicoterapia.

Ecco qualche buon consiglio per iniziare a cimentarsi e per evitare errori grossolani.

In ognuno di noi prevalere un determinato stile relazionale, che può essere passivo, aggressivo, passivo-aggressivo (o manipolativo), oppure assertivo. L’aggressività e la passività sono comportamenti innati, invece l’assertività si apprende ed ha bisogno di essere conquistata.
Non è mai facile cambiare, ma cambiare conviene, infatti essere assertivi non significa cambiare il comportamento degli altri ma il proprio. E cambiare in meglio con noi si può…

Fino a ieri, tra un viaggio intercontinentale e una riunione strategica, di morte non volevamo proprio sentir parlare, un evento troppo lontano per prenderlo in considerazione seriamente. Poi è arrivata la pandemia di covid 19 e non abbiamo più potuto far finta di niente. Almeno non troppo… Oggi occorre fare i conti con la morte, ed occorrono luoghi adatti per affrontarla e per parlarne.

Quando si svolge una relazione d’aiuto è necessario esercitare l’empatia, cioè provare ad “entrare nei panni dell’altro” per capire cosa sta provando senza però cadere nella simpatia, cioè nella simmetria e nella collusione.
Per evitare questi ultimi pericoli è necessario per il counselor saper mantenere la giusta distanza psicologica, non lasciarsi coinvolgere oltre misura, per questo è utile, unitamente all’empatia, coltivare anche un po’ di sana diffidenza.

Resilienza e resistenza sono due cose molto diverse. La resistenza è frutto di uno sforzo collegato alla volontà che obbliga a fare oppure non fare una determinata cosa, il messaggio è “devo”. La resistenza è autocentrata e produce schiavitù.
Invece la resilienza è frutto di uno stato mentale facilitante che consente di scegliere se fare o non fare una determinata cosa, il messaggio è “posso”. La resilienza è eterocentrata e produce libertà.

La morte è un aspetto della vita che interessa ognuno di noi, è l’unica vera certezza dopo la nascita. Ma dietro a questa verità si celano sconvolgimenti psico-emozionali di grande portata, che hanno necessità di essere affrontati e presi in carico attraverso un percorso di elaborazione che può avvenite i tempi e modi diversi. A volte può essere utile farsi accompagnare da persone preparate.

La resilienza è un concetto relativamente recente nell’ambito della psicologia, anche se oggi costituisce un’importante area di ricerca e di approfondimento che è oggi di grande attualità in seguito ai traumi provocati dall’emergenza sanitaria conseguente all’epidemia di covid-19 che obbliga ognuno a reinventarsi e a trovare una “nuova normalità”. Un percorso di counseling ad approccio umanistico ed esistenziale rappresenta un importante fattore protettivo che promuove non tanto la resistenza bensì la resilienza.