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In molte situazioni di vita si celano risvolti comici, non a caso esiste l’espressione “una vicenda con risvolti tragicomici”. L’importante è riuscire a cogliere aspetti umoristici anche all’interno di situazioni faticose, pur con la dovuta prudenza e con grande sensibilità, visto che le evidenze sui vantaggi dell’umorismo sono decisamente numerosi anche in termini salutari.
Anche l’approccio scientifico della PNEI (Psico-Neuro-Endocrino-Immunologia) presenta numerosi studi che dimostrano come l’umorismo sia terapeutico, e molti esperti della relazione d’aiuto utilizzano con successo il sorriso all’interno dei loro colloqui per favorire l’empatia, per affrontare argomenti difficili, per offrire suggerimenti indiretti, per diluire la rabbia, per allentare rigidità di pensiero e limitare comportamenti ossessivi. Quindi, pur con le dovute accortezze, vale la pena conoscere meglio l’argomento e magari provarci!

Quando si svolge una relazione d’aiuto è necessario esercitare l’empatia, cioè provare ad “entrare nei panni dell’altro” per capire cosa sta provando senza però cadere nella simpatia, cioè nella simmetria e nella collusione.
Per evitare questi ultimi pericoli è necessario per il counselor saper mantenere la giusta distanza psicologica, non lasciarsi coinvolgere oltre misura, per questo è utile, unitamente all’empatia, coltivare anche un po’ di sana diffidenza.